Che cos'è il latte pastorizzato
Il latte pastorizzato è latte sottoposto a un trattamento termico controllato. La normativa europea descrive, tra i processi equivalenti, almeno 72 °C per 15 secondi oppure almeno 63 °C per 30 minuti; sono ammesse altre combinazioni di tempo e temperatura capaci di ottenere un effetto equivalente.
Lo scopo non è “cuocere” il latte né renderlo sterile. Il processo mira a inattivare i microrganismi patogeni vegetativi e a ridurre la flora microbica complessiva. Alcuni microrganismi e spore possono sopravvivere: per questo il prodotto pastorizzato deve restare refrigerato e ha una vita commerciale più breve rispetto al latte UHT chiuso.
Pastorizzato non significa tutto uguale
Sullo scaffale si incontrano latte fresco pastorizzato, latte pastorizzato a temperatura elevata e prodotti che combinano microfiltrazione e trattamento termico. Il nome di vendita e le condizioni indicate in etichetta aiutano a distinguerli. Non è prudente dedurre durata o temperatura soltanto dal colore della confezione.
Che cosa resta importante a casa
Acquista il latte alla fine della spesa, trasportalo senza lunghe soste al caldo e riponilo subito in frigorifero. Dopo l'apertura richiudilo, evita di bere direttamente dal contenitore e non lasciarlo sul tavolo più del necessario. Se la confezione è gonfia, perde o presenta anomalie, non assaggiare il prodotto per “verificare”.
La pastorizzazione è quindi una barriera di sicurezza dentro un sistema più ampio: materia prima controllata, processo industriale, confezionamento, distribuzione refrigerata e corretta gestione domestica.