Guida

Latte crudo o pastorizzato: cosa cambia

Rischi microbiologici del latte crudo, funzione della pastorizzazione e indicazioni ufficiali per il consumo sicuro.

Aggiornato il 19 agosto 2026 · 1 min di lettura

Latte crudo o pastorizzato: cosa cambia

Il latte crudo non è stato riscaldato oltre 40 °C né sottoposto a un trattamento con effetto equivalente. Può contenere microrganismi patogeni anche quando proviene da animali sani e appare normale. EFSA indica tra i pericoli Campylobacter, Salmonella e Escherichia coli produttore di Shiga-tossina.

La pastorizzazione riduce questi rischi inattivando i patogeni vegetativi sensibili al calore. Non corregge però una cattiva igiene successiva e non rende il prodotto pastorizzato stabile a temperatura ambiente.

Indicazioni per il latte crudo

Il Ministero della Salute ricorda che il latte crudo venduto per il consumo diretto deve essere bollito prima di essere bevuto. La refrigerazione rallenta la crescita microbica ma, da sola, non elimina i patogeni. Bambini, donne in gravidanza, anziani e persone immunodepresse possono subire conseguenze più gravi dalle infezioni alimentari.

Valore nutrizionale

La pastorizzazione può comportare riduzioni contenute di alcune vitamine sensibili al calore. Secondo il Ministero, questa perdita è molto limitata rispetto al beneficio della riduzione del rischio microbiologico. Proteine, zuccheri e minerali principali non scompaiono con il normale processo.

Questa pagina offre informazioni generali: in presenza di condizioni cliniche, gravidanza o dubbi sull'alimentazione di bambini e persone fragili è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario.